Imparare dentro e fuori la scuola – Progetto DAN

Potenziamento delle abilità

DAN – Dalla Scuola all’Autonomia è un progetto di Avio Aero, una società di GE Aviation che opera nella progettazione, produzione e manutenzione di componenti e sistemi per l’aeronautica civile e militare. La prima edizione del progetto si è svolta tra ottobre e novembre del 2021 e ha coinvolto 16 ragazzi e ragazze con disabilità, sia maggiorenni che minorenni, provenienti da due scuole del territorio torinese. La maggior parte erano studenti e studentesse con difficoltà cognitive lievi o medie, ma sono stati coinvolti anche cinque ragazzi con autismo e una ragazza con limitazioni visive.

Per un periodo di sei settimane, i partecipanti hanno trascorso mezza giornata all’interno dell’azienda svolgendo attività di business game, una metodologia di apprendimento non formale incentrata su un contesto simulato di natura aziendale.

Lo scopo di questo tipo di giochi di ruolo è di porre le condizioni affinché i partecipanti si confrontino con problematiche manageriali, su cui ipotizzare decisioni di vario genere, per lo più legate al marketing, alla logistica, alla produzione e così via. Nel caso specifico di Avio Aero, la problematica scelta come tema di ragionamento consisteva in un prodotto o un processo: nel primo caso veniva chiesto di spiegarne l’uso, mentre nel secondo di esplicitarne le logiche e le fasi produttive.

Affinché questa ricerca di significato potesse acquisire un taglio pratico, e quindi più facilmente comprensibile, il gioco è stato ricondotto ad oggetti e processi della vita quotidiana, come ad esempio al procedimento che un pizzaiolo compie per ideare un nuovo tipo di pizza: dall’indagare quali siano le preferenze dei suoi clienti, all’acquistare gli ingredienti, sino poi a realizzare l’impasto e la cottura.

Questo tipo di processo ha permesso di accogliere i ragazzi in qualsiasi ambito dell’azienda, grazie anche al lavoro condotto a monte da tutto il gruppo di progetto, impegnato nel semplificare ogni aspetto organizzativo affinché potesse essere riportato o ricondotto a strategie e ambiti di vita quotidiana. Nella sostanza: ciò che imparo in azienda è spendibile anche nella quotidianità.

L’obiettivo ultimo di DAN è di ambire all’assunzione dei ragazzi coinvolti. Purtroppo, data la complessa congiuntura economica, esacerbata anche dalle difficoltà conseguenti la pandemia, concretamente esso ha generato (e continuerà a farlo nelle successive edizioni) esperienze volte all’acquisizione e allo sviluppo di capacità, risultato comunque tutt’altro che trascurabile.

Accoglienza in azienda e supporto tra pari

Al progetto hanno collaborato circa 60 persone, dipendenti di Avio Aero, coinvolte in percorsi di formazione preparatori, al fine di acquisire le competenze necessarie all’inclusione e all’accoglienze di ragazzi e ragazze con disabilità. Inoltre, il progetto ha previsto l’affiancamento di tutor, secondo la metodologia della peer education (educazione fra pari), con un ruolo di accompagnamento e sostegno. Grazie, infatti, alla collaborazione con l’Istituto di istruzione superiore statale “Oscar Romero” di Rivoli, i ragazzi e le ragazze con disabilità hanno potuto scegliere un loro coetaneo che li supportasse nelle attività, da quelle più di natura logistica, come l’accompagnamento ai mezzi di trasporto o durante i trasferimenti, a quelle didattiche presso l’azienda. Inoltre, compito del tutor è stato anche quello di compilare un diario giornaliero, tenendo traccia di quanto avvenuto, annotando le attività svolte, gli argomenti affrontati e segnalando eventuali criticità.

La pratica è stata mutuata dall’attività di tutoring sportivo, nella formula peer to peer, già consolidata presso l’Istituto Romero; dove studenti tra loro coetanei condividono l’esperienza sportiva con alcuni loro compagni con disabilità. In più, il ruolo del tutor e le modalità con le quali questi si è rapportato con il proprio compagno con disabilità sono stati frutto di incontri di formazione e informazioni realizzati con associazioni esperte del tema, quali I Buffoni di Corte e Associazione Rubens.

Le collaborazioni

Avio Aero ha istituito per il progetto una partnership con la Città di Rivoli, ma anche con varie organizzazioni sul territorio, quali Club Rivoli Rotaract, Unicef, I Buffoni di Corte, Rubens, Sportdipiù e CPD, oltre che con i due Istituti di istruzione superiore di Rivoli (“Oscar Romero” e “Giulio Natta”) che hanno coinvolto i propri studenti con disabilità.

In particolar modo, l’Istituto Oscar Romero e l’Associazione Sportdipiù sono stati tra i primi ideatori e promotori del progetto. E il contributo dell’Istituto Romero è stato fondamentale per preparare e formare i tutor coinvolti.

Le associazioni Rubens e I Buffoni di Corte hanno supportato, attraverso le proprie conoscenze ed esperienze, le attività formative rivolte sia ai tutor che al team aziendale, e hanno affiancato gli studenti con disabilità durante i training.

Il Club Rivoli Rotaract ha coperto le spese di trasporto degli studenti dalle scuole presso le due sedi aziendali.

Infine, il Comune di Rivoli e Unicef hanno patrocinato l’iniziativa: nel primo caso per prossimità territoriale, nel secondo consegnando il titolo di “Scuole Amiche dei Bambini” ai due istituti scolastici coinvolti.

Il monitoraggio

Il progetto ha previsto lungo tutto l’arco del suo svolgimento un’attività continua di monitoraggio, realizzata a più livelli.

Innanzitutto, l’attuazione degli interventi è stata studiata prima dal team aziendale e poi sottoposta ai professori di sostegno degli istituti di provenienza dei ragazzi e delle ragazze coinvolti. Il progetto contemplava, infatti, un confronto continuo con i docenti, anche curriculari, per una verifica sull’applicabilità delle azioni.

Anche i dipendenti dell’azienda, quotidianamente, così come i tutor, compilavano un diario che tenesse traccia di tutte le attività svolte ed evidenziasse le eventuali criticità.

A metà del percorso è stato, infine, organizzato un momento di confronto con i familiari degli studenti con disabilità per verificare le ricadute del progetto ed eventualmente sospendere o affinare alcune attività. Il contatto con le famiglie è stato lasciato costantemente aperto, in modo da poter garantire uno scambio in tempo reale sulla efficacia dell’esperienza o su eventuali nodi problematici.

Per saperne di più
Savino Ciriello
Telefono: 011 0082880 / 3480441902
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