Lavorare per crescere – Polo CircolAbile

Una storia di inclusione lavorativa

Il Polo CircolAbile è un hub artigianale sociale che nasce dall’incontro e l’impegno comune tra l’associazione sportiva dilettantistica PasSePORTout della Valsesia, la cooperativa sociale di tipo B Orso Blu di Biella e un’azienda piemontese che opera nel settore tessile e dei beni di lusso.

L’obiettivo del Polo è di favorire l’inclusione lavorativa e sociale di persone con disabilità intellettive e relazionali, assolvendo da parte dell’azienda agli obblighi normativi di assunzione di lavoratori con disabilità (ex lege 68/99), attraverso il ricorso a quella tipologia di convezione che consente ai datori di lavoro di assolvere, pur parzialmente, agli obblighi occupazionali sottoscrivendo convenzioni di conferimento di commesse di lavoro a cooperative sociali e loro consorzi e imprese sociali. (ex art. 14, d. lgs. 276/03 e 12 bis della legge 68/1999). La particolarità del percorso sta nel fatto che i lavoratori con disabilità, pur inseriti in una situazione protetta e mediata, grazie all’affiancamento constante di un educatore professionale della cooperativa sociale, non operano in un luogo esterno e separato, ma lavorano all’interno di uno stabilimento dell’azienda, a stretto contatto con gli altri dipendenti e dirigenti.

Il Polo CircolAbile è partito con tre ragazzi con disabilità in tirocinio, successivamente assunti dalla cooperativa sociale, che all’interno dell’azienda si occupavano dello scarto tessile (in attività precedentemente esternalizzate), catalogando e togliendo le etichette ai capi invenduti destinati alla donazione ad associazioni del terzo settore. Dall’esperienza con i tre giovani si è poi passati a cinque lavoratori con disabilità contrattualizzati. E attualmente si sono aggiunte altre due tirocinanti con disabilità.

Uso e riuso

Tutti i lavoratori assunti sono atleti Special Olympics con disabilità intellettive e relazionali, che fanno parte dell’ASD PasSePORTout. La selezione è avvenuta sulla base delle competenze sociali e relazionali: persone che sono capaci di dedicarsi allo svolgimento di un compito, che dimostrano responsabilità negli impegni, che rispettano gli orari, che riescono a cooperare con gli altri, nella convinzione che a partire dalle competenze trasversali sia poi possibile imparare un mestiere.

In cosa consiste il loro lavoro? A partire dalla mansione iniziale, che tuttora svolgono, di sistemazione dell’invenduto da donare, i ragazzi coinvolti hanno imparato ad usare la macchina “taglia e cuci”, e le loro attività si sono quindi ampliate. Realizzano con lo scarto tessile gadget che rimangono all’interno dell’azienda, come sacchetti per imbustare i panettoni a Natale, segnalibro o astucci, allestimenti natalizi per i punti vendita. Confezionano coperte e lenzuoli da inviare ai campi profughi. L’azienda sta poi ripensando complessivamente al packaging dei prodotti, al fine di superare l’attuale imbustamento in plastica e realizzare sacchetti in tessuto che, oltre ad un’attenzione al contenimento dello spreco e alla sostenibilità ambientale, possano rappresentare un ricordo per l’acquirente, e si è così iniziato a lavorare con la cooperativa sociale in questa direzione. E ancora una nuova mansione creativa: occuparsi di fotografare i capi iconici dell’azienda in funzione della loro digitalizzazione per il museo interno.

Inoltre, nell’ambito delle attività dell’Accademia dei Mestieri, che si occupa di formazione per la riscoperta degli antichi mestieri, i giovani lavoratori con disabilità si recano nelle scuole medie a raccontare la loro esperienza e il loro impegno in un lavoro di tipo manuale e artigianale.

Quale supporto ricevono? I giovani con disabilità sono tutti in part time di 20 ore e per loro è stato pensato un orario ad hoc, modulato di concerto tra azienda e cooperativa sociale, che li impegna quattro giorni su cinque con orari che lasciano loro la possibilità di continuare ad allenarsi in piscina e nelle altre attività sportive praticate. Sul posto di lavoro è sempre presente un educatore professionale che organizza il lavoro e media sulle relazioni, sia in caso subentrino screzi fra di loro, sia per facilitare i rapporti con i colleghi. Ma anche i capi reparto hanno acquisito una maggiore sensibilità e sono più attenti alle dinamiche interne. Ciò con l’obiettivo ultimo che, almeno per alcuni lavoratori con disabilità, sia possibile in futuro vivere l’azienda senza la mediazione di nessuno.

I giovani con disabilità arrivano sul posto di lavoro in maniera autonoma. Hanno imparato a gestire il pranzo: a volte portano il cibo da casa e usano lo scaldavivande, a volte si organizzano per mangiare nei locali prossimi all’azienda con un conseguente consolidamento delle relazioni con il territorio. In questo senso, l’educatore ha compiuto un lavoro di conoscenza e avvicinamento con la comunità locale: il bar, il fornaio, il ristorante ecc., per accrescere la quantità, la qualità e la praticabilità delle relazioni.

All’interno del posto di lavoro interagiscono con i colleghi dell’azienda, anche oltre l’attività lavorativa: si incontrano, si salutano, trascorrono insieme le pause davanti alle macchinette distributrici, ma si frequentano anche nel tempo libero, per un aperitivo o una pizza, e senza la presenza di mediatori. Tanto che alcuni dipendenti sono diventati volontari dell’associazione sportiva, condividendo non solo gli allenamenti, ma anche le trasferte.

Risultati e impatti

Partiti con tre ragazzi con disabilità in tirocinio, ad oggi in azienda sono presenti cinque ragazzi con disabilità contrattualizzati dalla cooperativa sociale e due tirocinanti. La prospettiva è quella di ampliare la platea e inserire al lavoro, nel corso del prossimo anno, altri quattro lavoratori con disabilità, per arrivare ad un totale di nove.

Inoltre, attualmente, attraverso esperienze realizzate in reparto nel controllo di qualità, una tirocinante si è dimostrata adatta allo svolgimento della mansione ed è in procinto di assolvere il tirocinio in reparto, con la prospettiva di essere assunta direttamente dall’azienda. E ciò è stato possibile proprio grazie al fatto che i lavoratori con disabilità della cooperativa sociale operano all’interno della sede aziendale, sono conosciuti e vissuti da colleghi e capireparto, e ne vengono riconosciute le capacità e la produttività. Grazie anche al lavoro dell’ASD PasSePORTout che, seguendo le linee di Special Olympics, fa emergere le abilità, senza sottolineare le limitazioni.

Da questa vicinanza ne sono quindi scaturite possibilità relazionali che, da una parte, hanno fatto crescere i ragazzi con disabilità, socialmente e lavorativamente. E dall’altra parte hanno fatto conoscere l’associazione sportiva dilettantistica di cui questi lavoratori fanno parte, cosicché oggi sono diventati volontari e/o sono entrati nel direttivo dell’associazione persone che lavorano in azienda, grazie al superamento di paure, steccati e pregiudizi. La stessa azienda, ad esempio, si rende disponibile ad impegnare il pullman aziendale per accompagnare i dipendenti a fare i volontari agli eventi sportivi che vengono organizzati dall’associazione.

Non solo, l’esperienza maturata ha fatto sì che molte altre aziende iniziassero ad incuriosirsi del percorso, a chiedere informazioni sulle modalità di inserimento e accompagnamento al lavoro delle persone con disabilità anche con il ricorso alle diverse forme di convenzioni previste dalla legge 68/1999. Quella usata dal Polo CircolAbile è una di queste, ma ne esistono anche altre che consentono alle aziende sia di ottenere incentivi che di contare su effettivi supporti di mediazione e affiancamento.

Non è infatti trascurabile che uno dei risultati indiretti ottenuti con il Polo sia stato quello di migliorare il clima aziendale dello stabilimento in cui i ragazzi lavorando, tanto che si auspica di attivare un Polo CircolAbile anche nelle altre sedi dell’azienda. In altre parole, ciò che emerge è il superamento della convinzione che l’assunzione di persone con disabilità sia un obbligo di legge, quanto piuttosto una opportunità di includere in azienda persone con differenti caratteristiche e vissuti.

Per saperne di più
ASD PasSePORTout
Francesca Vinzio
francesca.vinzio@libero.it
passeportout@hotmail.it
www.passeportout.it