Lavorare per crescere – Percorsi di abilitazione al lavoro

Il contesto

StraVagante Hostel e Il Mangiabottoni (L’Osteria nascosta) sono attività di accoglienza alberghiera e ristorazione sorte nel 2018 a Verona, nel quartiere di Porta Palio, per coinvolgere attivamente giovani con disabilità in percorsi di abilitazione al lavoro, e sono gestite dalla cooperativa sociale L’Officina dell’AIAS, che rappresenta il braccio operativo dell’Associazione Italiana Assistenza Spastici – AIAS di Verona.

L’impegno è quello di abbattere barriere e contrastare stereotipi che condizionano negativamente l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

Con questo intento, le attività sono gestite direttamente da personale con disabilità, opportunamente coadiuvato da operatori professionali e coinvolto nelle attività di accoglienza, servizio bar e di sala, pulizia, organizzazione di eventi socio-culturali e di promozione del territorio.

La storia

L’idea iniziale intendeva rispondere ad alcune delle conseguenze della nota crisi economico finanziaria del 2008 e proponeva un intervento socioeducativo rivolto a quelle persone con disabilità che presentavano minori possibilità di inserimento nel mondo del lavoro, ma che rimanevano escluse dal circuito dei centri diurni, all’interno dei quali iniziavano ad essere inserite solo persone con necessità di supporti intensivi.

Per evitare che questi giovani rimanessero a casa o in situazioni di isolamento, senza poter riconoscere e potenziare le proprie abilità, per garantire una socializzazione significativa e al contempo alleggerire il carico emotivo che gravava sulle famiglie, i volontari di una rete di organizzazioni (AIAS, CARS, Il Villaggio e COFHAGRA), coadiuvate dal Centro di servizi per il volontariato di Verona, formularono una proposta alternativa al “centro diurno”, che preparasse questi giovani al mondo del lavoro o che, comunque, potesse presentarsi come un’alternativa credibile e sostenibile ad un modello - quello del sevizio semiresidenziale - che per alcuni aspetti risentiva del tempo trascorso. Un’attività relazionale e formativa, senza necessità di una sede fissa, attraverso la quale potessero iniziare a percepirsi come un gruppo in grado di eseguire dei compiti, nella prospettiva di individuare nel tempo le risorse necessarie a garantire la continuità di tale servizio.

Il progetto iniziò con 7 giovanissimi con disabilità impegnati in riordino e pulizie delle sedi degli enti associativi, nella gestione di un servizio catering e di un bar parrocchiale, e in attività per il tempo libero. Il ruolo dei volontari era finalizzato all’accompagnamento e all’affiatamento delle persone, assieme agli operatori della cooperativa sociale L’Officina dell’AIAS. Il gruppo era proiettato al “fare” e ciò favoriva l’accrescimento delle abilità e delle competenze dei giovani coinvolti. Si voleva superare “Neverland”, per citare Enrico Montobbio, cui purtroppo a volte sono destinate le persone con disabilità.

Dopo sette anni di attività, il progetto venne presentato da L’Officina dell’AIAS alla Regione Veneto come progetto pilota nella sperimentazione di iniziative alternative ai centri diurni (DGR 739/2015). La gestione passò quindi alla cooperativa sociale, mentre i volontari dell’AIAS iniziarono ad ideare e individuare un contesto in grado di accogliere i giovani, che permettesse loro di impegnarsi con continuità e diventasse il loro abituale luogo di lavoro. Così, nella terza città turistica d’Italia, AIAS e L’Officina dell’AIAS progettarono, con il sostegno del Comune di Verona, un servizio di accoglienza alberghiera (con circa 30 posti letto) e un ristorante (che ha oggi una media di 50/60 coperti giornalieri), nei quali le persone con disabilità potessero essere coinvolte in percorsi di abilitazione al lavoro o, per chi ha maggiori difficoltà, occupazionali. Grazie ad una raccolta fondi sostenuta dall’AIAS e dalle Fondazioni Cariverona e Cattolica, e tramite un prestito con Fondo di Rotazione da parte della Regione Veneto, la cooperativa sociale acquistò un immobile in centro a Verona, dove oggi sono attivi lo StraVagante Hostel e Il Mangiabottoni (L’Osteria nascosta), nei quali lavorano ancora, oltre a molte altre persone, i primi partecipanti al progetto nel 2008. Successivamente è stato avviato anche un servizio destinato ai camperisti che sostano nell’area attrezzata situata di fronte all’Ostello, dove è possibile fruire di una lavanderia, docce e servizi igienici.

Il metodo

Le persone con disabilità intellettive e relazioni, ma anche altre persone a rischio di esclusione sociale (quali vittime di violenza, ex detenuti ecc.), formate da maestri d’arte (cuochi, baristi, addetti alle pulizie) ed educatori, sono coinvolte in un’attività turistico alberghiera e di ristorazione, con occupazioni a diretto contatto con il pubblico.

La funzione degli educatori è di supportare e facilitare le persone con disabilità, che in questo modo, con il concreto coinvolgimento in una occupazione reale pur all’interno di un contesto protetto, vengono avvicinate ed accompagnate al lavoro. Le competenze acquisite stanno, infatti, permettendo alle persone con disabilità inserite nei servizi laboratoriali, ormai consolidati fra i servizi diurni “leggeri” della Regione Veneto (L. 112 e DGR 739), di progettare il passaggio ai servizi di integrazione lavorativa - SIL (DGR 1375 e tirocini socializzanti). E ciò rappresenta anche la traduzione nel concreto della normativa regionale, che auspica il passaggio dai servizi assistenziali ad altri con obiettivi più legati alla dimensione lavorativa.

I risultati

Il progetto, partito da zero nel 2019, già in primavera raccoglieva un eccezionale gradimento da parte dei clienti (con un punteggio di 9,8 ottenuto sul sito Booking.com per il solo servizio di pulizie, realizzato dalle persone con disabilità). I fatti hanno quindi dimostrato come un servizio socioeducativo possa risultare tanto produttivo da contribuire con efficacia alla gestione di un’attività competitiva come quella ricettiva. Il lavoro vero e la crescita di competenze delle persone con disabilità permettono, infatti, di avere un Ostello perfettamente pulito, una cucina apprezzata e di qualità e un servizio ai tavoli efficiente. Nelle recensioni dei clienti, la presenza di lavoratori con disabilità non viene quasi mai sottolineata, perché le loro competenze e i comportamenti appaiono “invisibili” nell’accezione più positiva del termine e assolutamente professionali. Ciò si traduce in recensioni con commenti quasi del tutto relativi all’ottimo servizio ricevuto.

Inoltre, in accordo con i caregiver (famigliari e assistenti sociali) viene proposto alle persone con disabilità coinvolte un intervento complessivo di aumento delle attività e delle partecipazioni anche in altri contesti, in particolare nel tempo libero e nell’abilitazione alla vita autonoma, favorendone la crescita nei tre ambiti di vita ai quali ognuno dovrebbe poter accedere: la casa, il lavoro e il tempo libero.

Nel 2021, accanto a 4 persone assunte nell’ambito delle cosiddette categorie svantaggiate, sono state coinvolte anche 4 persone ai sensi della DGR 739, 9 ai sensi della legge 112, 4 tramite SIL, 11 persone provenienti dai centri diurni. Inoltre, sono presenti nella struttura 4 persone che percepiscono il reddito di cittadinanza e 2 lavoratori socialmente utili.

Per saperne di più
Via Gianattilio dalla Bona, 8 - 37138 Verona
Tel. 045.569649 - 045.1887953 - 335 704 4188
stravagante.hostel@aias-verona.it
il.mangiabottoni@aias-verona.it
www.stravagantehostel.com
www.ilmangiabottoni.it
www.lofficinadellaias.it