Vivere il territorio – Chivasso Rugby

Più di una semplice squadra

L’associazione sportiva dilettantistica Chivasso Rugby nasce nel 2010 per promuovere, attraverso la pratica sportiva del rugby, il modello delle cosiddette abilità miste (mixed ability).

Il modello si basa sulla convinzione che, con le adeguate condizioni, i giocatori di tutte le abilità (con e senza disabilità) possano essere uguali membri dei principali club. È, quindi, una logica differente dagli sport dedicati a sole persone con disabilità e che viene perseguita laddove, appunto, ve ne siano le premesse.

Il mixed ability sport rappresenta, in tal senso, un approccio innovativo alla più ampia inclusione sociale e prevede l’adesione alle regole federali ufficiali, senza distinzioni sostanziali e con qualche aggiustamento ragionevole. Fa leva sui valori educativi dello sport per promuovere la socializzazione a tutti i livelli.

Le attività sportive ed educative mirano, conseguentemente, a generare e mantenere, con il supporto di istruttori ed educatori, un ambiente inclusivo e sicuro per tutti i partecipanti, indipendentemente da età, genere, esperienze pregresse o abilità.

L’inclusione viene concepita come un percorso continuo di elaborazione e prove, un processo attraverso il quale le persone con disabilità e senza disabilità imparano a confrontarsi sul campo e fuori dal campo, apprendendo dai propri errori, affrontando i problemi insieme e cercando soluzioni collegiali, non calate dall’alto ma partecipate da tutti.

Ciò che anima l’iniziativa è la volontà di usare il rugby come momento di crescita personale e collettiva, di vicinanza e di conoscenza, a sostegno del processo di continua costruzione e ricostruzione della propria identità. Attraverso il modello mixed ability, Chivasso Rugby si propone, oltre alla reale e concreta pratica sportiva, di favorire scelte individuali volontarie e consapevoli, di incrementare la capacità di self advocacy delle persone con disabilità, di combattere l’esclusione sociale. Ma fornisce anche un supporto alle famiglie, accogliendo e affrontando le preoccupazioni e le possibili resistenze dei genitori rispetto all’autonomia dei propri figli con disabilità, attraverso la condivisione dei risultati ottenuti sul campo in altri contesti e a sostegno della progettualità di vita.

Gli ambasciatori del modello mixed ability

Negli anni, l’associazione Chivasso Rugby ha maturato l’idea che siano proprio gli atleti con disabilità i veri esperti del funzionamento e dei risultati del modello mixed ability. A tal fine, alcuni giocatori con disabilità sono diventati animatori regionali federali, seguendo l’iter formativo della Federazione Italiana Rugby.

Questi animatori partecipano settimanalmente ad una classe di coprogettazione in cui si ragiona insieme sulle attività da realizzare. E uno dei progetti frutto del lavoro partecipato è quello che ha dato vita allo Sportello di Orientamento Motorio Mixed ability (progetto SOMMA), finanziato attraverso il bando Muoviamoci! dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. Tale progetto si propone di mettere a disposizione risorse formative gratuite a tutte le realtà educative e sportive interessate al modello.

La scelta di diventare animatori e di entrare a far parte della classe di coprogettazione è assolutamente volontaria. Qualora l’atleta con disabilità desideri sperimentarsi come ambasciatore del modello, si lavora insieme a lui, sulla base di un format di presentazione codificato a livello internazionale, sul racconto della propria esperienza, esaltandone gli aspetti caratteristici, il valore, le criticità, in maniera autentica e non schiacciata sulle performance raggiunte.

Ad oggi sono stati formati 8 ambasciatori, che nell’ambito del progetto SOMMA svolgono il ruolo di formatori retribuiti. Con loro si sono raccolti materiali audio e video utili per la diffusione dell’informazione sul modello mixed ability dello sport.

Una comunità educante

Chivasso Rugby nasce come parte integrante di una rete che comprende il Settimo Rugby Torino, le istituzioni locali (in particolare il Comune di Settimo, Città di Chivasso e il Comune di Torino), l’ASL To. 4, i circoli didattici di Torino e provincia, le cooperative sociali, le realtà socio-assistenziali e di volontariato che operano sul territorio e i club sportivi territoriali. Tutti questi soggetti, nella loro cooperazione, agiscono per facilitare l’accesso al gioco del rugby come importante strumento educativo e di inclusione. Una comunità educante, nel suo complesso, che fa proprio il metodo dell’educazione attiva, favorendo il protagonismo degli stessi ragazzi con disabilità che riescono a parlare di sé, a narrarsi, a raccontare la propria esperienza di inclusione attraverso lo sport. Questo tratto favorisce il potenziamento delle abilità e l’acquisizione di competenze di base e trasversali, con conseguente crescita dell’occupabilità, come dimostrano diverse storie di successo.

I numeri dello sport

Chivasso Rugby ha giocato più di un centinaio di partite, segnato 510 punti, totalizzato più di ottanta vittorie e ottenuto 4 trofei. Inoltre, dopo il terzo e quarto posto nelle edizioni 2015 (Bradford, in Gran Bretagna) e 2017 (Vitoria-Gasteiz, nei Paesi Baschi), Chivasso Rugby guarda alla terza edizione dell’International Mixed Ability Rugby Tournament (IMART) di Cork, Irlanda, a giugno 2022, dove è atteso un pieno risultato. Si tratta di un autentico campionato mondiale, oltre che dell’unico torneo di rugby in cui giocatori con ogni abilità giocano insieme nelle stesse squadre.

Prendere parte ad un mondiale di rugby IMART è vivere un evento in grado di cambiare la percezione stesse dei partecipanti con disabilità rispetto alle proprie capacità e al proprio progetto di vita. Gli atleti, che sono allenati per stare in piedi, cadere, prendere urti, passare i palloni, scoprono, in un contesto internazionale, di essere altrettanto abili di altri giocatori che provengono da altre parti del mondo, rafforzando la propria consapevolezza di sé.

Replicabilità e sostenibilità

I modelli all’origine dell’esperienza Chivasso Rugby sono da ricercare nella realtà anglosassone, e sono principalmente quelli del Lanelli Warriors RFC e dello Swansea Gladiators, squadre gallesi che hanno puntato molto sull’inclusione di giocatori con difficoltà di apprendimento già a partire dalla metà degli anni ‘90. La nascita di due squadre, questa italiana e quella inglese dei Bumble Bees, nel 2009, ha favorito la creazione del primo mondiale di rugby mixed ability nel 2015.

Grazie a queste realtà territoriali, migliaia di ragazze e ragazzi con disabilità si sono avvicinati allo sport di squadra, in un contesto ordinario che permette ad atleti con e senza disabilità di allenarsi e giocare insieme, esprimendo il massimo del loro potenziale. A partire da queste premesse, Chivasso Rugby ha teorizzato e messo in pratica un approccio educativo di allenamento e formazione per tutti, che ha poi trovato i suoi riferimenti, coproducendoli, nel modello mixed ability.

In Italia l’esperienza di Chivasso Rugby è stata una testimonianza importante affinché altre realtà si avvicinassero a questo approccio, che oggi è praticato anche a Brescia, Padova e Roma.

Dal punto di vista della sostenibilità economica, l’associazione sportiva chiede agli atleti un tesseramento annuale di 150 €, che permette alle persone di essere federate e comprende l’assicurazione, l’iscrizione e l’attività sportiva, per un costo orario calcolato di circa 1,80 € all’ora. La partecipazione agli eventi esterni, come i mondiali, viene invece garantita, oltre che da una piccola compartecipazione degli atleti, attraverso la ricerca di sponsor e donazioni benefiche, che hanno assunto un carattere stabile e continuativo nel tempo.

Per saperne di più
Enrico Colzani
info@chivassorugby.it
https://chivassorugby.it