Vivere il territorio – Operatori culturali per l’inclusione

Formare gli operatori per qualificare l’accoglienza

Operatori culturali per l’inclusione è la nuova denominazione del progetto Operatori museali e disabilità nato nel 2012 a Torino dalla collaborazione tra la Fondazione Paideia e la Fondazione CRT. Esso offre attività formative, inizialmente rivolte solo al personale dei musei e ora estese agli operatori di tutte le realtà culturali, finalizzate a migliorare l’accoglienza e l’inclusività dei luoghi della cultura, con particolare riferimento alle persone con disabilità. Attraverso una formazione specifica mirata ad abbattere le barriere relazionali e comunicative, prima ancora che strutturali, il progetto punta ad implementare capacità e competenze relazionali e professionali degli operatori dei servizi culturali, per accrescerne la fruibilità e godibilità da parte di tutti i cittadini.

Gli obiettivi formativi sono:

  • migliorare la conoscenza delle disabilità, per promuovere la consapevolezza e superare stereotipi e pregiudizi;
  • gestire meglio la comunicazione verso tutti i visitatori, massimizzando la fruibilità dei luoghi e la partecipazione delle persone;
  • qualificare la comunicazione pubblica, per renderla più corretta ed efficace.

 Quali risultati sono stati raggiunti

Dal 2012 ad oggi, in dieci anni di attività, sono stati conseguiti i seguenti risultati:

  • 41 edizioni del corso base per operatori museali;
  • 31 seminari tematici di approfondimento;
  • 8 corsi di prima alfabetizzazione di Lingua dei Segni Italiana applicata nel contesto museale;
  • 6 laboratori di creazione di storie sociali rivolte a persone con autismo, contestualizzate in ambito museale;
  • 1 workshop itinerante per l’incontro con alcune buone prassi del territorio torinese;
  • 13 esperienze di replicabilità del modello torinese a livello nazionale.

Complessivamente hanno aderito al progetto circa 300 realtà culturali italiane e oltre 1.100 operatori del settore.

Dalla teoria alla pratica

Il coinvolgimento delle persone con disabilità e delle organizzazioni che le rappresentano avviene durante i percorsi formativi, tramite confronti diretti e testimonianze esperienziali. Grazie ad una formazione di tipo itinerante, sia rispetto ai luoghi che ai tempi di svolgimento, i partecipanti hanno l’opportunità di avvicinare alcune buone prassi del territorio torinese, di confrontarsi con il punto di vista delle persone con disabilità e con i loro bisogni in un contesto di visita museale, di declinare in termini operativi i nuclei tematici a fondamento del corso di base, di misurarsi con la propria capacità di elaborare project work realmente implementabili nelle realtà culturali di appartenenza.

La metodologia formativa utilizzata, incentrata sulla costruzione condivisa del sapere e sull’ascolto dei partecipanti, consente di anno in anno di riprogettare gli interventi, adattandoli ai mutamenti del contesto e tarandoli sulle nuove esigenze. Nell’ottica di innescare un mutamento nella cultura organizzativa dei luoghi di cultura, è stata ad esempio ideata ed implementata per il 2022 un’ulteriore proposta formativa, a carattere laboratoriale, rivolta specificamente alle posizioni direttive: un workshop che ha l’obiettivo di favorire il coinvolgimento e il commitment delle figure apicali nei processi trasformativi delle politiche inclusive adottate dalle realtà culturali.

Un progetto replicato e replicabile

Il progetto, nato in origine da un’esigenza formativa espressa da Palazzo Madama a Torino, è frutto della coprogettazione delle due Fondazioni, Paideia e CRT, che ne sostengono l’implementazione attraverso un cofinanziamento annuale, distribuito in parti eguali, con fondi propri.

Tale iniziativa ha, tuttavia, assunto nel tempo un respiro assai più ampio del perimetro iniziale. Il progetto è stato, infatti, il volano per l’organizzazione di occasioni pubbliche di confronto e di riflessione dedicate al mondo della cultura del territorio nazionale sul concetto di accessibilità, intesa soprattutto dal punto di vista relazionale e comunicativo. Ed è stato anche oggetto di pubblicazione del volume “Operatori museali e disabilità” (Carocci editore) realizzato nel 2017 a cura dei docenti dei corsi per costruire o consolidare nei lettori una visione innovativa di accessibilità e stimolare analoghe esperienze formative in altri territori.

Uno dei più significativi casi di replicabilità del modello di accoglienza “made in Torino” è quello voluto nel 2020 dalla Direzione Regionale Musei della Lombardia e Palazzo Ducale di Mantova, dove sono stati formati oltre 100 operatori sul tema dell’accessibilità, grazie al supporto consulenziale in termini contenutistici, metodologici e organizzativi garantito dalle Fondazioni CRT e Paideia.

Ma questo non è l’unico caso di disseminazione del progetto oltre i confini torinesi: il modello, opportunamente adattato alle esigenze delle realtà museali interessate, è stato replicato anche a Venezia-Fondazione Musei Civici (2017), Genova-Palazzo Reale (2018 e 2020), Cuneo-Museo Civico (2019), Udine-Museo Archeologico (2019), Aquileia-Fondazione Aquileia (2019), Milano-Pinacoteca di Brera (2020), Modena-Musei Civici-Galleria Estense-associazioni teatrali (2021), Cuneo-Museo diocesano (2021), Alba-Museo diocesano (2021), Settimo torinese-Biblioteca Archimede (2021).

La partecipazione ai corsi formativi è gratuita, coperta dal finanziamento delle due Fondazioni. Sono, invece, a pagamento le attività consulenziali svolte presso le organizzazioni culturali che ne facciano richiesta.

La valutazione di impatto

A distanza di dieci anni dall’avvio dell’iniziativa è stata realizzata una ricerca per indagare l’impatto generato dalle attività formative e per delineare il percorso verso cui indirizzare il futuro del progetto. Attraverso il capillare coinvolgimento delle realtà culturali coinvolte nella formazione e l’uso di vari strumenti di indagine (questionari strutturati, interviste semi-strutturate, focus group, testimonianze video), sono stati analizzati i cambiamenti intervenuti negli operatori dei servizi culturali e nelle loro realtà di provenienza, in termini di sguardo, sensibilità, atteggiamento, approccio operativo, processi organizzativi e strumenti adottati rispetto ai temi della disabilità, dell’inclusione e dell’accoglienza.

Per citare alcuni dei risultati, dalla ricerca è emerso innanzitutto un cambiamento nella visione della disabilità e quindi nella cultura organizzativa sui temi dell’inclusione e dell’accoglienza. L’accessibilità culturale è diventata, in molti casi, una politica strutturale: oltre il 60% degli enti ha introdotto procedere e/o strumenti nuovi, come ad esempio la tessitura di reti con le associazioni delle persone con disabilità o la predisposizione di strumenti per la facilitazione dell’esperienza di visita. Si è inoltre manifestata una crescente attenzione per una progettazione inclusiva, pensata fin da subito per tutti e non adattata successivamente.

Per saperne di più
Fondazione Paideia
Gabriella Damilano
formazione@fondazionepaideia.it
https://fondazionepaideia.it/cosa-facciamo/operatori-culturali-per-inclusione/
Fondazione CRT
Roberta Delbosco, Valentina Iebole
museiaccessibili@fondazionecrt.it
www.fondazionecrt.it/bandi-progetti/operatori-culturali-inclusione/